Google cambia algoritmo. Molti perderanno posizioni

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mobilegeddoonDi solito Google non anticipa le sue mosse. L’algoritmo cambia e gli esperti in materia, di tutto il mondo, lo registrano soltanto a fatto compiuto con non pochi danni, spesso, ai rendimenti dei siti pubblicati sulla rete. Questo perchè, ovviamente, la visibilità dei nostri negozi on line, o comunque di blog, forum, portali e chi più ne ha più ne metta, è dettata principalmente da Big G che è oggi, soprattutto in Italia, il principale motore di ricerca utilizzato dagli utenti della rete.

Questa volta invece da Mountain View le notizie sono trapelate eccome. Gli esperti l’hanno definito il Mobilegeddon, il giorno dei cambiamenti radicali per l’indicizzazione dei siti internet, il giorno dello sprofondamento di tutti coloro che, a tempo debito, non hanno adeguato la propria tecnologia rendendola fruibile in maniera ottimale anche per Smartphone e Tablet.

I primi cambiamenti evidenti sulla SERP (risultati del motore di ricerca), saranno evidenti da Venerdì 24 Aprile.

In data 21 Aprile 2015, infatti, Google ha rilasciato le prime novità. Gli esperti SEO si sono messi all’opera e tante aziende dovranno presto correre ai ripari. Si evince chiaramente, infatti, che moltissimi siti Italiani non sono ottimizzati per i dispositivi mobili. Google, da adesso, penalizzerà questi canali facendoli scendere nella pagina delle ricerche. A quanto pare la penalizzazione avrà effetti anche sulle ricerche desktop. Siti di grande rilevanza in Italia, come www.governo.it, risultano inadeguati a seguito del controllo eseguito tramite apposito tool messo a disposizione da Google stesso. Questo servizio, offerto da Big G, elenca, oltretutto, tutti gli aspetti che rendono il sito non ottimizzato per la visione mobile friendly.

governo.it non ottimizzato

governo.it non ottimizzato

Per curiosità: non risultano ottimizzati (e quindi saranno penalizzati) il sito della Banca di Credito cooperativo, il sito della Regione Lazio e neanche quello del comune di Roma. Google dà invece il via libera alle università di Roma la Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. Ottimizzazione adeguata anche per i siti dell’INPS, Banca Intesa, Banca San Paolo e Agenzia delle Entrate. Si stima che 8 università su 10 in Italia dovranno mettere mano al proprio portale se non vorranno perdere posizioni utili e il 65% dei siti delle aziende Ftse Mib dovranno rapidamente adeguarsi.

Google, in definitiva, vira verso l’usabilità dei siti sui dispositivi mobili. Gli utenti della rete ormai navigano in percentuali sempre più elevate attraverso Smartphone e Tablet ed il servizio di Google verrebbe inevitabilmente compromesso se in cima alla SERP (risultati del motore di ricerca), fossero indicati siti da “scartare” dall’utente mobile. Quelli che fino a qualche tempo fa erano solo consigli, oggi diventano imposizioni da parte di Big G. Se non sei Mobile… ti mandiamo in fondo!

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