Voto 10 all’Osteria “come diavolo si chiama”

Come diavolo si chiama insegna

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Vi racconto una giornata come le altre, la mia giornata, iniziata sotto la nevicata di Ovindoli (Aq) e terminata con una riflessione, che poi è anche recensione, su una trattoria di poco più di 50 coperti scoperta quasi per caso nei pressi di Celano (Aq).

Erano le 12:30 quando abbiamo deciso di cercare un posto dove mangiare. Viste le condizioni proibitive del tempo, infatti,  abbiamo deciso di ripiegare verso un pranzo tipico del luogo a discapito della sciata Domenicale che oramai era compromessa. In 6, alla fine di un lungo week end tra le nevi dell’appennino Abruzzese, il morale era un pò giù!

Chiediamo nella piazza centrale di Celano, davanti un bar: “Scusi, ci può consigliare una trattoria dove si mangia bene e si spende il giusto?” Domanda lecita direi a fine vacanza! Il tizio, davanti al bar ci risponde: “Come diavolo si chiama” e noi: “cosa?” sempre lui:” il ristorante!” e noi sorridendo:” Se non lo sa lei…”

Dopo qualche attimo di sorrisi e scambio di battute ci avviamo verso l’Osteria “Come diavolo di Chiama”. Già eravamo partiti bene, ma il bello doveva ancora arrivare.

Come diavolo si chiama insegnaAll’ingresso un’insegna fatta in legno, caratteri semplici ed eleganti che trasmettono naturalezza e professionalità, perfettamente inseriti in un contesto naturalistico importante come il Parco Naturale del Sirente Velino: “Cucina a Km zero” “Osteria Come Diavolo si Chiama”. Ovviamente è un’osteria!

Ci accoglie Omar, un ragazzo simpatico, vestito con i tipici indumenti del cuoco, sotto  la giacca una tuta grigia! Ci chiede se avevamo prenotato, noi rispondiamo negativamente, lui sorride e ci trova un tavolo da sei!

L’osteria è piena di particolari che la caratterizzano e la rendono unica. Il soffitto è pieno di dediche, frasi simpatiche scritte qua e la come a dare vita a tutte quelle occasioni di contatto tra cliente e personale, dando così un’immagine chiara e personalizzata ad ogni azione che viviamo tipicamente in un ristorante.

I bicchieri sono semplici, vecchio stile, acqua e vino in caraffa di vetro, il legno e il mattoncino sono gli elementi architettonici utilizzati. I lampadari formati da ciotole di rame capovolte con una lampada all’interno!

I ragazzi dell’Osteria ci raccontano la loro storia, si aprono subito a noi con grande trasparenza e ci spiegano qualunque dettaglio scopriamo senza indugio.

Il soffitto pieno di dediche? Meglio, almeno non dobbiamo tinteggiarlo!

E possiamo anche noi lasciare una dedica? Certo, basta ordinare una bottiglia di buon vino, stapparla e dediche come diavolo si chiamapuntare con il tappo il soffitto così io guadagno di più e voi bevete buon vino!

Chiediamo consiglio sul cosa mangiare, in fondo siamo entrati per questo no? Ci consiglia un antipasto tipico e poi spiedini! In prima battuta ci è sembrato poco: antipasto più spiedini? Poi invece abbiamo ripensato alle ultime parole del nostro consigliere, quello in piazza, davanti al bar, che ci aveva avvisati di “antipasti” assai ricchi e contenenti diverse pietanze! Comunque ci fidiamo…ed accettiamo la proposta!

Sul menù scopriamo la storia di Celano, non sapevamo che il nome derivasse dal “Paese del Cielo”, sul librone delle dediche, lasciato in bella vista all’ingresso del ristorante, notiamo molto umorismo e ottime Stuporerecensioni sui pasti degustati.

Omar ci accompagna con il suo calore fino alla fine. Nel frattempo l’Osteria si è riempita di persone, la maggior parte giovani o famiglie.

Non è un caso che questo locale, anche se di piccole dimensioni e in una località certamente non popolosa come altre, abbia molte recensioni, tutte positive.

Entrando abbiamo percepito una storia, tradizioni, accoglienza e buon cibo. Il ristoratore utilizza lo strumento marketing a più alto tasso di conversione che esista: il passaparola! I clienti escono soddisfatti, resta una sensazione di benessere e di simpatia, un’idea di luogo accogliente e a misura d’uomo che lo rende “utile” in molte occasioni. I canali web utilizzati sono pochi, ma efficaci e mirati: TripAdvisor e Facebook . In entrambe vi sono recensioni e foto del locale, delle feste, dei volti delle persone, dei sorrisi ricevuti…

La nuova frontiera del Marketing si chiama Storytelling. Dietro alla storia dell’azienda vi sono valori, emozioni, immagini che restano impresse nella mente dell’utente e che agevolano il processo di “ritorno” o di “primo acquisto”.

I nostri complimenti ad Omar per tutto… oggi abbiamo “ammirato” un vero Brand!

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